Home

La Sicilia del 1943 vista attraverso gli occhi di Andrea Camilleri e il leggendario fotoreporter di guerra Robert Capa

P
Panormus
Lo sfollamento e il viaggio per Porto Empedocle
Nel luglio del 1943, mentre la Sicilia è teatro di un drammatico sbarco americano, Andrea Camilleri vive il dramma dello sfollamento insieme alla sua famiglia, costretti a lasciare la loro casa di Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, per cercare rifugio a Serradifalco.
L’angoscia lo attanaglia, da due settimane non ha notizie del padre, e questa incertezza lo spinge a rivolgersi al comando americano per ottenere un permesso speciale.
Concesso il via libera, intraprende un viaggio estenuante in bicicletta, attraversando strade polverose e paesaggi segnati dalla guerra, fino a raggiungere Porto Empedocle. Lì, finalmente, riceve la notizia che tanto attendeva, il padre è vivo e in buona salute, un sollievo che placa solo in parte la tensione accumulata.
La Valle dei Templi e il fotografo ossessionato
Nel viaggio di ritorno, la mente di Camilleri si sofferma sulla Valle dei Templi, un luogo che conosce e ama profondamente, temendo che i bombardamenti l’abbiano ridotta a un cumulo di macerie.
Ma con suo grande stupore, la maestosa bellezza del sito è rimasta intatta.
Proprio davanti al Tempio della Concordia, nota un soldato americano intento a fotografare senza sosta, cercando angolazioni sempre nuove, come se volesse catturare l’anima stessa del monumento, l’uomo appare insoddisfatto, quasi ossessionato dalla perfezione.
tempio-della-concordia.jpg
Improvvisamente, il silenzio viene squarciato da un fragore assordante: due aerei, uno tedesco e uno americano, si affrontano in un duello mortale a bassa quota, sfiorando la terra con le ali. Camilleri e il fotografo si gettano a terra, mentre la macchina fotografica scatta con furia, come una mitragliatrice, congelando in immagini l’intensità di quel combattimento aereo.
Quando il cielo torna quieto e i velivoli scompaiono all’orizzonte, il fotografo si avvicina a Camilleri e gli porge un foglio con il proprio nome scritto sopra. Quel nome, all’epoca, non dice nulla a Camilleri.
Solo con il passare del tempo, egli scoprirà che quell’uomo era Robert Capa, il leggendario fotoreporter di guerra, capace di raccontare con le sue immagini l’orrore e la grandezza dei conflitti, trasformando ogni scatto in una testimonianza indelebile della storia.
Vue_1_-_Angleterre._Robert_CAPA.jpgQuel breve incontro, in un momento così turbolento, resterà per sempre impresso nella memoria di Camilleri come un frammento di umanità e arte nel mezzo della devastazione.
1791915465.png
👁️8,088 visite